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VICENDA BERTOLINO: IL SINDACO GIORDANO DIFFIDA E METTE IN MORA LA DISTILLERIA INVITANDOLA A PAGARE TRE MILIONI DI EURO PER DANNO AMBIENTALE Ieri
è stata notificata alla titolare della distilleria Antonina Bertolino un
atto extragiudiziale di diffida e messa in mora, a firma del Sindaco
Giuseppe Giordano, con il quale si intima alla stessa il pagamento di
tremilioninovantottomilasettecentoquarantuno Euro e quaranta centesimi a
titolo di risarcimento per il danno ambientale sofferto dal Comune di
Partinico, reato confermato da varie sentenze. Ma nessuno pensi a un
improvviso ravvedimento del sindaco, in quanto si è trattato della
conclusione di una vicenda consumata negli anni passati.
Andiamo per ordine: ai primi degli anni 90 veniva fatta, da Lega
Ambiente e dal Comune di Partinico una denuncia alla Bertolino per avere
la stessa contravvenuto a quanto prescritto dalla legge Merli. Nel 1996 il
Pretore di Palermo, sezione distaccata di Partinico, dichiarava colpevole
la sig.ra Antonino Bertolino, nella qualità di amministratrice unica
della Distilleria, per avere attivato scarico di reflui sversantisi nel
canale Maltempo, con limiti di accettabilità superiore a quelli previsti
dalla legge, senza avere richiesto la prescritta autorizzazione e perché,
con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e per avere
consentito che tali reflui si sversassero nei torrenti Puddastri e Nocella
e quindi nel Golfo di Castellammare, contrada Ciammarita-San Cataldo,
danneggiando e comunque deteriorando le acque e la fauna ittica in detti
torrenti e nel mare e deteriorandone e determinandone la modificazione
dell’aspetto esteriore e biologico: alla condanna a 15 mesi di carcere
si associava la condanna al risarcimento dei danni. La sentenza veniva confermata, anche se parzialmente riformata dalla corte d’Appello di Palermo sez. Penale, nel 1998 e ulteriormente confermata alla Suprema corte di Cassazione nel 1999. In quella data, la giunta Cannizzo, a firma dell’allora assessore Toti Costanzo incaricò l’avvocato Armando Sorrentino, già parte civile al processo Dalla Chiesa, di procedere civilmente al pagamento dei danni per disastro ambientale. Tale istanza è rimasta nei cassetti dell’Amministrazione sino alla data odierna, malgrado la Lega Ambiente, nel 2001 abbia invitato il Comune a procedere e ne abbia ricevuto una risposta positiva. Adesso, con un ritardo di quattro anni, lo scheletro viene fuori dal cassetto e il Sindaco si è finalmente deciso a procedere, onde evitare ulteriori guai per omissione di atti d’ufficio. Se, come sembra, questo denaro finirà nelle casse del Comune, tutti i cittadini si augurano e sperano che possa essere usato per rimediare a quanto di danno essi hanno dovuto subire negli anni passati. (S.V.)
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