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Nuovo raid americano causa una strage di
civili
Una nuova strage di civili torna ad insanguinare
l'Afghanistan. Quella che sembrava essere una campagna militare lampo si sta
trasformando in un durissimo dopoguerra; duro per i militari della
coalizione, sempre più spesso oggetto degli attacchi della ricostituita
resistenza talebana, ma soprattutto per la popolazione civile.
Questa nuova tragedia si è consumata all'alba di ieri nella provincia
meridionale dell'Uruzgan, già nota alle cronache per essere stata teatro
della più cruenta strage di civile di questa guerra.
Le forze della coalizione anti-taliban erano da due giorni in perlustazione
in due zone della provincia, Mahmara e Saghatho. L'operazione, che ha visto
impegnati circa un centinaio di soldati afghani ed una ventina di americani,
aveva portato all'arresto di 10 sospetti.
In una delle case perquisite nel villaggio di Saghatho erano state rinvenute
delle munizioni che hanno insospettito i militari. La casa in questione è
stata colpita intorno alle quattro di domenica mattina. 11 le vittime, tutti
civili fra cui anche 4 bambini e 3 donne.
La notizia è stata data da Abdul Rahman, capo del distretto di Char Chino a
cui i due villaggi pattugliati appartengono, ed è stata confermata anche
dal governatore della provincia, Jan Mohammed Khan. Silenzio da parte dei
vertici militari di Enduring Freedom, che dicono di non avere notizie
dell'attacco.
Rahman ha dichiarato all'Associated Press di non conoscere i motivi del
bombardamento ed ha parlato di paura e rabbia tra i residenti.
Una lunga serie di errori
Ma questo è solo l'ultimo di una serie di cosiddetti "incidenti"
che continuano a mietere vittime fra la popolazione civile. A due anni dalla
caduta dei talebani e dalla tanto sbandierata pacificazione americana si
continua a bombardare, ed a muorire per "errore", ad un ritmo che
non lascia dubbi sullo stato di conflitto aperto in cui versa il paese.
Lo scorso mese in due attacchi distinti erano morti 15 bambini. Nel primo 6
bambini erano rimasti schiacciati dal crollo di un muro in un compound
attaccato dai militari nei pressi di Gardez, nella Paktia; nel secondo 9
bambini erano stati falciati in un campo dal fuoco di un aereo da
combattimento americano A-10 vicino alla città di Ghazni, nel sudest del
paese.
Nel mese di novembre altri due raid aerei avevano causato la morte di 6
civili innocenti, rimaste uccise in un bombardamento aereo da parte
dell'aviazione americana nel distretto di Barmal, provincia orientale di
Paktika.
Alla fine di ottobre le autorità afghane avevano accusato le forze
statunitensi di aver centrato in pieno una casa durante un bombardamento nel
villaggio di Arsent - nella provicia di Nuristan - uccidendo otto persone,
tutte appartenenti alle stessa famiglia e tutte civili.
In entrambi i casi le autorità americane hanno negato responsabilità.
Ad aprile, invece, 11 civili rimasero uccisi durante un bombardamento nei
pressi di Shkin. I comandi americani ammisero "l'errore".
La strage di civili che ha fatto pagare il più alto prezzo di sangue resta
quella del luglio dello scorso anno, quando per errore le truppe aeree
americane bombardarono un villaggio nella provincia dell'Uruzgan centrando
in pieno un banchetto di nozze; il bilancio ufficiale parla di 48 vittime,
tutti civili e di cui 25 appartenenti alla stessa famiglia, ed oltre 100
feriti.
M. Losciale da warnews.it
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