Web Italia Web Mondo Mp3 Notizie Canali Directory_Italia Directory_mondo
 

HOME ARCHIVIO VIDEO MEMORIE FOTO RADIO

Scontri al vertice Ue di ottobre
dodici agli arresti domiciliari

Fra i destinatari del provvedimento anche Nunzio D'Erme
il consigliere al quale Veltroni aveva ritirato la delega

ROMA - Accelerazione nell'inchiesta della Procura di Roma sugli scontri del 4 ottobre scorso durante il Vertice interministeriale della Ue sulla Costituzione europea: su richiesta del giudice delle indagini preliminari, Marina Finiti, dodici persone sono state poste agli arresti domiciliari. Le accuse sono di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ad altre due persone è stato imposto l'obbligo di firma presso un commissariato. Si tratta di attivisti dei centri sociali e militanti del movimento dei Disobbedienti, individuati dalla Digos tra i responsabili degli episodi di violenza che si sono verificati durante i lavori del vertice all'Eur.

Tra le persone ai domiciliari, il consigliere comunale di Rifondazione comunista Nunzio D'Erme, al quale il sindaco di Roma Walter Veltroni, in seguito alle pressioni dell'opposizione, aveva ritirato la delega in Campidoglio. D'Erme aveva fatto parte del gruppo di Disobbedienti che, lo scorso ottobre, aveva scaricato del letame davanti alla presidenza di Forza Italia, a Roma.

Negli scontri durante il vertice della Ue rimasero feriti diversi uomini delle forze dell'ordine, furono incendiati alcuni cassonetti, distrutti due distributori di benzina, un carabiniere venne percosso e rapinato. Due persone furono arrestate, e 48 denunciate, per lesioni gravi e danneggiamenti. La rapina e le percosse al milite dell'Arma portarono poi all'arresto di due anarco-insurrezionalisti, Massimo Leonardi e Marco Ferruzzi.

Su D'Erme penderebbero indizi pesanti. Dall'esame dei fotogrammi effettuato da Digos e inquirenti il consigliere, nel corso della manifestazione, avrebbe utilizzato un casco e una bandana per rendere difficoltoso il suo riconoscimento. In un fotogramma, D'Erme appare schierato in via Cristoforo Colombo, con uno scudo di plexigas, giubbotto nero e volto coperto da un fazzoletto. Dietro di lui, un altro degli arrestati nell'operazione di oggi.Il leader dei Disobbedienti, Luca Casarini, ha commentato la notizia parlando di "misure fasciste, esempio di repressione politica" nei confronti del movimento, "fatta a mezzo di procuratori compiacenti ed asserviti", e di una "evidente criminalizzazione delle lotte sociali, che invece vengono svolte alla luce del sole".
da repubblica.it