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Trasporti, i
sindacati al governo
"Migliori la sua proposta"
Stop alla trattativa tra governo e sindacati sul rinnovo del contratto dei
lavoratori dei trasporti pubblici. Subito a Genova parte uno sciopero a
oltranza dei dipendenti dell'Amt. Altri blocchi potrebbero seguire. Il
rischio di una paralisi selvaggia e a sorpresa di bus e mezzi pubblici
urbani è reale. I sindacati si spaccano, poi in serata trovano una
posizione unitaria, sulla spinta della base.
La trattativa a Roma al ministero del Welfare è andata avanti oltre 12
ore. Intorno alle 5 di questa mattina, la rottura tra governo, sindacati e
aziende. L'ultima proposta del governo è un aumento di 80 euro al mese e
una tantum di 600 euro. Se la Cisl è pronta ad accettare, Cgil e Uil la
pensano in modo diametralmente opposto. Per questo i sindacati di
categoria convocano una riunione. L'incontro si sarebbe dovuto tenere alle
11, poi è stato posticipato alle 15. Quindi il terzo rinvio, alle 18, con
l'annuncio che della questione ne avrebbero discusso direttamente i leader
delle tre organizzazioni, Epifani per la Cgil, Pezzotta per la Cisl e
Angeletti per la Uil.
Il vertice tra Epifani, Pezzotta e Angeletti, si è concluso con "una
posizione unitaria". "Abbiamo raggiunto una risoluzione unica -
ha detto il leader della Uil - e andremo all'incontro con il governo per
chiudere. Secondo me è infatti ragionevole pensare di poter chiudere il
rinnovo del contratto -ha proseguito- altrimenti vuol dire che governo e
aziende non vogliono".
E' soprattutto l'importo dell'una tantum a essere ritenuto insufficiente
dai sindacati. Ma i continui slittamenti sono la prova della spaccatura
tra le confederazioni: Cgil e Uil hanno rifiutato la proposta, mentre in
un primo tempo la Cisl si è detta disponibile. Ma all'interno del
sindacato cattolico c'è tensione. Perché la segreteria della Fit-Cisl
lombarda ha preso le distanze dalla linea nazionale definendo la proposta
del governo "insufficiente". Dario Balotta, segretario generale
Fit-Cisl Lombardia ha detto: "Se venisse accettata la proposta del
governo, non credo che riusciremmo a contenere la protesta dei
lavoratori".
Una spaccatura tra segreterie nazionali e regionali che rischia di
diventare più profonda con il passare delle ore. Anche le organizzazioni
dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil della Campania bocciano in una nota
congiunta la proposta del governo che definiscono "una
provocazione".
Ci sono poche ore per scongiurare quello che per i cittadini, sotto le
feste di Natale, potrebbe rivelarsi un calvario. Gli occhi sono puntati
soprattutto su Milano, Torino e Brescia, le città messe in ginocchio
dalle ultime proteste. Tram e bus hanno viaggiato regolarmente.
"Siamo tutti in attesa - spiega Davide Masera, segretario regionale
piemontese della Filt-Cgil - di notizie da Roma: nei depositi sono in
corso assemblee. Speriamo non si arrivi a un accordo separato".
Anche a Roma gli autoferrotranvieri sono entrati tutti regolarmente in
servizio, ma c'è comunque un clima di attesa tra i lavoratori. Hanno
funzionato regolarmente anche, in questa giornata di traffico prenatalizio,
le linee A e B della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido, Roma-Pantano e
Roma- Viterbo.
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