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Vetture di traverso hanno bloccato dall'alba i depositi dei bus
Genova, la disobbedienza degli autisti ferma la città
Erano le 18 di ieri quando a Genova le prime vetture sono riuscite dai depositi Amt di Cornigliano e Sanpierdarena, dopo tredici ore di blocco scattate all'alba alla notizia della rottura delle trattative romane. Nelle rimessa di Boccadasse e Marassi i dipendenti hanno continuato a rifiutarsi di riprendere il servizio e i bus sono restati di traverso a bloccare l'uscita. Nelle stesse ore il sindaco Pericu e il prefetto Romano incontravano per l'ennesimo vertice notturno i sindacati nel Palazzo del Governo di Via Roma.

Dopo Milano, Brescia e Torino anche sotto la Lanterna è stata vissuta una giornata piuttosto movimentata con l'irruzione sulla scena della rabbia dei tranvieri in lotta da due anni per il rinnovo del contratto nazionale.

«Verso le 4 ci siamo visti in rimessa con i colleghi e ci siamo sentiti umiliati, così abbiamo deciso di rompere la gabbia della legge antisciopero visto che la controparte era già uscita dalla legalità», racconta a Liberazione Danilo Pichetto, 38 anni, da 14 in servizio a Sanpierdarena e delegato Cgil. Nei depositi, collegati con gli sms, è iniziata all'alba un'assemblea fiume interrotta solo alle 18 prima che un'eventuale precettazione pregiudicasse altre iniziative di lotta. «Martedì - annuncia Pichetto - saremo ancora sul piede di guerra». La proposta, infatti, è quella di coordinarsi con i lavoratori delle aziende più grandi per un'iniziativa congiunta.

Nella città, completamente bloccata dal supertraffico natalizio, sono usciti solo i mezzi per disabili. Riprende Pichetto: «Chiediamo scusa agli altri lavoratori ma questa è una lotta di tutti». Lo hanno capito i liceali che erano in sciopero contro la riforma Moratti e sono arrivati in corteo da Caricamento a Sanpierdarena (a Pericu in visita a Marassi i lavoratori hanno risposto mostrando le buste paga». Con gli studenti c'erano i ragazzi della Buridda, dei centri sociali Zapata e Terra di Nessuno, i giovani comunisti e una delegazione di tranvieri venuta apposta da Milano. Per tutti, gli autisti improvvisano una colletta che servirà a un mega acquisto di focaccia per sancire l'alleanza tra «lavoratori di oggi e di domani», spiega Pichetto. «Ma anche di utenti di un servizio un po' meno pubblico - aggiunge Matteo Jade dello Zapata - con cui abbiamo creato una saldatura importante, una sorta di blocco sociale per disobbedire insieme alla 146».

Certo, Parigi (dove nel '95 la cittadinanza solidarizzò in blocco con gli scioperanti) è lontana da Genova come dal resto d'Italia: «Tutti i grandi mezzi di informazione sono contro di noi», osservano l'autista ribelle e il disobbediente, ma «il clima complessivo era tutt'altro che ostile ai lavoratori - ribatte Bruno Pastorino, segretario cittadino del Prc - a Genova la lotta per il rinnovo del biennio contrattuale s'è saldata con la preoccupazione per un piano di riassetto societario che raccoglie l'idea di liberalizzazione del servizio (caratterizzata dal binomio bassi salari-cattivo servizio) con la ricerca di un socio privato, forse Trenitalia), nell'illusione che risani l'azienda. Il circolo aziendale del Prc ha già raccolto mille firme, circa metà del totale, contrarie allo "spezzatino" e alla svendita del 49% di Atm spa». Ricorda Marco Nesci, capogruppo Prc in Regione, che solo giovedì la Provincia di Genova ha bloccato le gare d'appalto riaffidando alla sua azienda il trasporto pubblico ma in Regione, la Giunta polista di Biasiotti da anni continua a tagliare i fondi per l'Atm». Nei prossimi giorni, Rifondazione comunista distribuirà «migliaia di volantini in tutte le città - fa sapere Paolo Ferrero, della segreteria nazionale Prc - per spiegare ai cittadini le ragioni dei tranvieri e le colpe del governo che mette gli utenti contro i lavoratori. Stavolta i nostri volantini avranno ragione delle tv del Cavaliere».

Checchino Antonini  da liberazione.it