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Lettera
di solidarietà agli autoferrotranvieri di Milano dopo il blocco del 1
dicembre Continuate
con gli scioperi duri, nell’interesse di tutti gli operai offesi e
malpagati che devono vivere con mille Euro al mese. Noi
operai delle fabbriche stiamo con voi. Conosciamo bene chi vi ha aggredito
il giorno dopo il blocco del 1 dicembre gridando allo scandalo, invocando
una legge più dura contro gli scioperi. Sono gli stessi che dentro alle
fabbriche, durante le lotte, organizzano il crumiraggio, sono gli stessi
che beneficiano delle lotte pur tentando di non fare mai uno sciopero,
sono gli stessi che per anni hanno sostenuto la politica antioperaia dei
padroni e dei loro alleati, sono gli stessi che quando il padrone decide
di lasciarli a casa in cassa integrazione o in ferie forzate non muovono
un dito, e non reclamano neppure. Brutta
gente che trova sotto la protezione dei padroni e del governo la forza di
gridare contro gli scioperanti, la stessa gente che non ha detto niente
quando l’ATM ha aumentato i prezzi dei biglietti il giorno dello
sciopero. Il colpo al portafoglio sarà molto più pesante della giornata
di blocco, ma è più facile e gratificante attaccare, attraverso la
televisione e i giornali, gli scioperanti piuttosto che i padroni. Noi
operai stiamo con voi, finalmente la gabbia si sta rompendo, i vostri
scioperi duri, decisi e organizzati oltre la disciplina collaboratrice
delle direzioni sindacali sono un esempio per tutti noi. Si sono arrabbiati, volevano i
soliti scioperi perbenisti dove non si disturba nessuno, dove le direzioni
si organizzano per svuotarli, così ti fanno marcire mesi, anni senza
darti niente. Le forze di governo hanno cercato di fomentare gli istinti
bassi delle classi medie per colpire gli scioperanti La
cosa più grave è il fatto che fra chi ha attaccato il blocco di lunedì
c’è gente che si arroga il diritto di rappresentare sindacalmente e
politicamente i lavoratori. I Fassino, i Rutelli e i grandi capi del
sindacato non hanno usato gli stessi toni con la direzione ATM che da due
anni non rispetta gli accordi sottoscritti. È
vero con il blocco totale si è andati contro le regole, ma le regole
legano le mani ai lavoratori. È concepibile un combattimento giusto con
uno dei contendenti con le mani legate? Il padrone alle richieste può
dire tutti i no che vuole, gli operai devono rinunciare agli scioperi
duri. Il padrone può non rispettare gli accordi, gli operai devono fare
scioperi che non fanno male a nessuno. Un bel piano di parità. Avete
rotto lacci e laccioli, loro hanno gridato allo scandalo ma si sono seduti
al tavolo delle trattative. Un risultato che solo lo sciopero duro del 1
dicembre poteva produrre. Lo
sciopero totale indipendente è stato un esempio che può essere raccolto
in qualunque contrasto tra operai e padroni e questo fa più paura. Uno
sciopero così schiera i fronti e vengono in luce i reali vostri
sostenitori, non i sindacalisti collaborazionisti né gli esponenti di
spicco dei così detti partiti progressisti, ma solo gli operai che vi
appoggiano incondizionatamente e vogliono seguire al più presto il vostro
esempio. Meta
SPA Modena RSU
INNSE Presse (MI) Ex
Riva Calzoni (Mi) Siemens
Cassina de Pecchi (Mi) Nuova
Scaini Sardegna Fiat
New Holland (Mo) BAS
(Bg) Pirelli
Bicocca (Mi Tubi
Dalmine (Bg) Falck:
Comitati contro l'amianto S.S. Giovanni (Mi) Candy
Brugherio (Mi) Microtecnica
Brugherio (Mi) Marelli
Corbetta (Mi) Sondel
S. S. Giovanni (Mi) Alcam
(Mi) Consorzio
Milano Pulita (Mi) RS
Fiom Meritor - Cameri (No) Radici
Chimica - Novara Ex
Olcese - Novara Fiat
Carrozzerie Mirafiori (To) RSU
GS Corso Lodi (Mi) Ex
copel (Lt) Personale
di bordo (PdD) Fs Roma termini Metro-Roma
spa RSU
Condotte-Roma Ex
Fiat ferroviaria Colleferro (Roma) BW
Italia Anagni (Fr) Simmel
Difesa Colleferro (Roma) Ex
Goodyear Cisterna di Latina (Lt) RSU
Fiat Termini Imerese (Pa) RSU
Fiom FRANCO TOSI Legnano (Mi) Fiat
Sata Melfi (Pz) RSU
Italcementi Trieste Alenia
Trasporti Pomigliano (Na) Ansaldo
Camozzi Sesto S. Giovanni (Mi) Negri
e Bossi Cologno Monzese. (Mi) (Sono
in arrivo altre adesioni dalle fabbriche cui abbiamo inviato la lettera.
Per dare anche la vostra adesione segnalate il nome della vostra fabbrica: mailto:operaicontro@infinito.it) |