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Gli
autoferrotranvieri parlano a tutti Salario, diritti, dignita’ ! La lotta che gli
autoferrotranvieri hanno intrapreso dal 1 dicembre sta portando al pettine
dei nodi che riguardano tutto il mondo del lavoro. Il
tentativo del governo e delle aziende del Trasporto Pubblico Locale di far
apparire questa lotta come corporativa ed ingiustificabile si sta
scontrando con una grande solidarietà che sale da tutto il mondo del
lavoro dipendente, pur se è proprio questo che viene penalizzato
maggiormente dai blocchi improvvisi della circolazione…….come mai?! E’
evidente che questa lotta ha posto tre problemi centrali, quello dei
salari e degli stipendi che non tengono più il costo del caro vita;
quello della effettiva rappresentatività di Cgil, Cisl e Uil; quello
delle regole sul diritto di sciopero. I salari
I salari e gli
stipendi dei lavoratori dipendenti sono oggi assolutamente al di sotto
delle necessità di una famiglia media. La politica dei redditi,
inaugurata nel 1993 con l’accordo tra il governo Ciampi e Cgil Cisl e
Uil, ha di fatto impoverito gli stipendi che non hanno più la tutela
dall’inflazione che era prima garantita, almeno in parte, dalla Scala
Mobile. I
rinnovi contrattuali sono di fatto divenuti semplici atti notarili in cui,
quando va bene, le parti prendono atto dell’inflazione programmata dal
governo – sempre più distante da quella reale – e non c’è
possibilità di contrattare aumenti ulteriori, ridistribuendo i proventi
degli aumenti di produttività. Gli 81 euro di aumento, con un ritardo di
due anni, per gli autoferrotranvieri a fronte dei 106 di inflazione
programmata, dicono che non è più garantito, con i contratti, nemmeno il
recupero dell’inflazione decisa dal Governo! La rappresentatività di Cgil, Cisl e
Uil
La
straordinaria partecipazione allo sciopero nazionale del 9 gennaio
promosso dal sindacalismo di base, la partecipazione agli scioperi
spontanei, anche sfidando la precettazione, dicono chiaramente che la
credibilità di Cgil, Cisl e Uil tra i lavoratori è perlomeno in forte
declino. L’accordo
da loro sottoscritto è stato sonoramente bocciato dai lavoratori. Di
fronte a questa vera e propria sconfessione però non si assiste ad una
riapertura del tavolo con chi effettivamente ha dimostrato di
rappresentare gli interessi della categoria, ma ci si trova di fronte ad
un governo e a delle aziende che continuano ad accreditare Cgil, Cisl e
Uil come unici interlocutori. Il
problema è dato dalla mancanza nel settore privato di una legge che
individui, attraverso verifiche certe, chi rappresenta davvero i
lavoratori. Il sindacalismo di base, nei settori dove una simile legge,
seppur incompleta, esiste, ha dimostrato di essere largamente
rappresentativo. E’ ora di attuare un provvedimento che dia certezza ai
lavoratori sulla effettiva rappresentatività
di chi li rappresenta nelle trattative e nei contratti ed impedire così
che governo e aziende si scelgano loro gli interlocutori. Il diritto di sciopero
Da
molti anni è in vigore una legge talmente restrittiva sull’esercizio
del diritto di sciopero che è quasi inevitabile violarla se i lavoratori
hanno la necessità
di far sentire le proprie ragioni. Si
è creato un “effetto boomerang” per cui se lo sciopero è impedito da
mille restrizioni, quando poi lo si effettua ha effetti fortissimi anche
perché i lavoratori sono impossibilitati a avvisare gli utenti. Governo,
aziende e sindacati concertativi stanno cercando di rivoltare l’opinione
pubblica contro chi sciopera, per la verità con scarso successo, per
nascondere così le proprie responsabilità su due anni di mancato
contratto e sulla miseria degli aumenti decisi. Quelli
che oggi strillano per la violazione dei diritti degli utenti sono però
gli stessi che hanno privatizzato tutto – così da utenti si diventa
clienti -, quelli che se infischiano della sicurezza dei cittadini, ad
esempio consentendo che in Italia volino compagnie aeree che in altri
paesi sono bandite perché considerate inaffidabili. Allora
il problema non è la tutela dei diritti degli utenti, ma quello di
continuare indisturbati nelle loro politiche di smantellamento dello stato
sociale, di bassi salari, di ristrutturazioni i cui costi cadranno
inevitabilmente su cittadini e lavoratori. Cub
e Acu mettono a disposizione le proprie strutture per attivare iniziative
anche legali affinché le aziende di trasporto siano chiamate a rispondere
dei danni causati agli utenti dei mezzi pubblici a seguito degli scioperi
spontanei che si sono resi indispensabili per contrastare un’ottusa
inadempienza da parte delle aziende dei patti sottoscritti. Siamo
tutti autoferrotranvieri! ·
Ripristino
immediato della scala mobile ·
Forti
aumenti contrattuali ·
Diritto
di rappresentanza diretta dei lavoratori ·
Difesa
del diritto di sciopero ·
Respingere
la repressione contro chi lotta per i propri diritti Salario, diritti, dignità per tutti!
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