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Come si vive al “serraino vulpitta” C’è anche una cella di isolamento per chi si agita troppo. Polizia e carabinieri (chiaramente armati) sorvegliano entrate, uscite e movimenti di chi “vive” nel CPT. L’unico momento concesso per uscire e l’ora d’aria, in cui i detenuti possono uscire gruppi di 8 e rigorosamente scortati da agenti, prima che avvenga il controllo da parte del magistrato il detenuto è tenuto a scontare giorni che non erano conteggiati nei sessanta previsti. Tutto ciò scatena delle forti tensioni, da cui spesso scaturiscono rivolte, atti di autolesionismo e tentativi di fuga. La risposta a tutto ciò sono i pestaggi da parte della polizia. Ogni tentativo di denuncia da parte dei trattenuti viene represso con minacce e manganellate. Nei mesi scorsi ci sono stati diversi tentativi di fuga; il 24 maggio 2003 in seguito ad uno di questi tentativi la polizia ha brutalmente picchiato gli immigrati, e poi ha rifiutato di far prestare immediate cure a chi aveva subito i pestaggi, tutto questo davanti agli occhi di alcuni trapanasi, che in seguito hanno denunciato i fatti. Tutto questo viene sistematicamente nascosto.
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