|
PROCESSI:Diaz,
resta a Genova
Rigettata la richiesta di
spostare a Torino gli atti sulla notte dei pestaggi al G8
Verità in aula Fallito il tentativo di allontanare e allungare il
processo. Intanto parte una petizione che chiede l'inchiesta parlamentare
GENOVA
Il processo sulla notte
cilena della Diaz rimarrà a Genova. Per apporre la sua firma - accanto a
quelle dei pm Albini Cardona ed Enrico Zucca - sul documento che rigetta
le richieste di trasmissione degli atti a Torino, il procuratore capo
Francesco Lalla è tornato apposta da Roma, dove si trovava, e nella
giornata di ieri la decisione è stata depositata. «Non c'era nessun buon
motivo perché gli atti fossero trasmessi a Torino - ha commentato Laura
Tartarini, avvocato del Genoa legal forum - ora c'è la speranza che si
arrivi in fretta al dibattimento. Il processo deve partire, e deve partire
in fretta». La richiesta era stata motivata per il presunto
coinvolgimento di un pm della procura genovese, Francesco Pinto, negli
stessi reati addebitati ai poliziotti per il caso delle due molotov
sequestrate nel cortile della scuola, e cioè falso e calunnia. E' durante
l'interrogatorio di Spartaco Mortola, l'ex capo della digos di Genova, che
viene fatto il nome di Pinto. Mortola spiega che Filippo Ferri, capo della
Mobile della Spezia, gli ha raccontato che Pinto, al telefono, gli aveva
suggerito dove collocare le molotov «trovate» nell'edificio.
Affermazioni poi ritrattate, ma rimaste nei verbali dell'interrogatorio.
I pm dopo aver ribadito che nessuna notizia di reato era emersa a carico
del collega, hanno sottolineato invece «che è interesse principale
dell'ufficio, che ha già inviato agli indagati l'avviso di conclusioni
indagini preliminari (Acip), sottoporre i risultati delle indagini al
vaglio del giudice, che solo può garantire l'effettivo contraddittorio».
«In tale fase - scrivono - potrà essere meglio posta la questione
cruciale della corretta individuazione della sede naturale del processo e
non in base a così ambigue premesse».
Secondo la procura, inoltre, «all'iscrizione di una notizia di reato non
può pervenirsi neppure tramite il Procuratore generale (della Cassazione,
ndr), eventualmente adito dalla parte richiedente in caso di
rigetto della richiesta, dal momento che non è ufficio gerarchicamente
sovraordinato all'ufficio territoriale». I pm hanno anche spiegato perché
non hanno interrotto l'interrogatorio di Mortola quando emerse il nome di
Pinto: «Ci si trovava davanti a generici sospetti insinuati dalle
dichiarazioni dell'indagato non corredati da elementi specifici indizianti».
In pratica, solo parole e niente prove. Tanto più che Ferri, interrogato
per chiarimenti, «dichiarava assolutamente falsa la stessa circostanza».
Dunque il processo, quando si farà, si farà a Genova e la strategia
della difesa, che attraverso il trasferimento puntava alla dilatazione dei
tempi, ne esce sconfitta dal momento che anche nel caso di un ricorso in
Cassazione contro la decisone della procura di Genova, il processo non
verrebbe sospeso. Strategia che Luigi Li Gotti, l'avvocato di Francesco
Gratteri, ex capo dello Sco e forse il più eccellente degli accusati, non
conferma: «La nostra non era una fuga: vogliamo andare davanti ai
giudici, ma nel rispetto delle leggi».
E ieri, prima che i magistrati depositassero la decisione, a farsi voce
della paura che la notte della Diaz potesse finire nel dimenticatoio era
stato il Comitato verità e giustizia per Genova. «Mi sembra che sia in
atto un tentativo di spostare il processo non solo a Torino, ma nel tempo,
possibilmente a mai» aveva dichiarato il presidente del Comitato, Enrica
Bartesaghi, insieme a Lorenzo Guadagnucci a Genova per presentare la
petizione popolare «Mai più come al G8». Nella petizione si chiedono
una commissione di inchiesta parlamentare sulla gestione dell'ordine
pubblico al G8 di Genova e al Global Forum di Napoli, una moratoria sui
gas Cs, codici di identificazione sulle uniformi delle forze dell'ordine
in servizio di ordine pubblico e corsi di aggiornamento per promuovere i
principi della nonviolenza.
AUGUSTO BOSCHI da
ilmanifesto.it
|