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"DONNA NINA" AL CONTRATTACCO: la titolare della Distilleria, dopo il ricorso alle denunce si rivolge alla stampa per accreditare una verginità ecologica che non possiede

Sul Giornale di Sicilia di oggi, buona parte della pagina 29 è dedicata alla distilleria Bertolino, con due servizi bene costruiti, dai quali la signora Antonina esce assolta, promossa e accredita l’immagine di una perseguitata da alcuni provocatori che ce l’hanno con lei. La signora ha infatti deciso di passare al contrattacco, dopo l’intensa campagna che buona parte dei cittadini di Partinico hanno organizzato contro di lei: la strategia si muove su due binari, uno è quello dell’intimidazione a mezzo denunce e richieste di intervento da parte della magistratura, l’altro quello del ricorso a quella informazione giornalistica e televisiva con la quale riesce ad avere un rapporto favorevole, affinchè possa essere accreditata l’immagine di una imprenditrice seria e rispettosa delle leggi, ma fatta bersaglio di accuse ingiustificate da parte di alcuni esaltati. L’ambiguità del servizio giornalistico parte già dall’INIZIO, ALLORCHè VENGONO RICHIAMATI DUE RILIEVI FATTI DALL’ARPA, il 3 e il 14 ottobre.
Il tre ottobre l’Arpa avrebbe rilevato UN VALORE INCONSISTENTE, ADDIRITTURA 40 VOLTE SOTTO I LIMITI: MA LO STESSO TECNICO Gaetano Capilli ammette che potrebbe essersi trattato di un inconveniente tecnico.
Il 14 ottobre sono stati ugualmente rilevate emissioni nella norma, metà del limite stabilito per non essere accusati di inquinare: in questo caso abbiamo le immagini, girate dalla nostra telecamera, che quel giorno i lavori erano fermi, e quindi la spiegazione è subito trovata. Come si vede si tratta di dati drogati, confermati per di più dall’ammissione, da parte del tecnico dell’ARPA, che stanno per essere acquistati strumenti più accurati per il controllo delle emissioni, i quali dovrebbero arrivare tra pochi giorni e serviranno a scendere ancora più nel dettaglio delle emissioni di polvere leggere. Ciò a dire che gli strumenti di cui dispone oggi l’ARPA non sono precisi e non danno dati attendibili. Il Giornale di Sicilia invece sembra credere talmente a questi dati truccati al punto da CONCLUDERE:"I dati di oggi dovrebbero mettere la parola fine sulla vicenda" . Ma la signora Bertolino, che conosce meglio le sue vicende, risponde: "Non ci credo: secondo me ricominceranno daccapo. E’ dal 1982 che tirano fuori dati, adesso se la prendono con l’inquinamento dei reflui".
Anche in questo caso sembra di leggere che quello che è successo ed ?èstato rilevato al canale Maltempo il primo novembre non è causa sua perchè, a quella data lei era ferma. Forse, nella festa di Ognissanti, sono stati Tutti i Santi del Paradiso a fare pipì. O immettere altro materiale inquinante in una canaletta nella quale la distilleria ha una precisa autorizzazione a scaricare. Quello che è più deprimente è la supina accettazione di queste pseudoverità da parte di chi, come il sindaco dovrebbe operarsi per la TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI: ANCHE L’INTIMAZIONE A PAGARE TRE MILIONI DI EURO PER DANNI AMBIENTALI FINISCE COSì COL DIVENTARE UNA COSA D’ALTRI TEMPI, FATTA COME ATTO DOVUTO, MENTRE ORA "TUTTO è DIVERSO". Addirittura l’assessore Puleo si sente rincuorato dalla notizia che la Bertolino non inquina: ci piacerebbe vederlo sulla ciminiera della distilleria respirare l’aria pulitissima che esce di lì e poi vedere se si sente ancora rincuorato.
Il consiglio che TeleJato può dare a Claudio Reale, estensore del servizio, è quello di informarsi più attentamente, di prendere in considerazioni anche le voci discordanti e i dati ben diversi da quelli dell’ARPA, soprattutto quelli rilevati dalla centralina della Provincia.