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Con il rinvio a giudizio dei 25 manifestanti accusati a vario titolo
di devastazione e saccheggio, furto, lesioni, detenzioni di armi e
materiale esplodente si chiude la prima fase processuale sui fatti
del G8 istruita dai pm Canepa e Canciani.
Alla sbarra militanti imputati di specifici
episodi di violenza: l'incendio della camionetta dei carabinieri in
Corso Torino (in seguito alle cariche sul corteo di via Tolemaide),
l'"assalto" al Defender dei carabinieri da cui venne
ammazzato Carlo Giuliani, il lancio di alcune bottiglie incendiarie
al carcere di Marassi, la rottura di vetrine e l'asporto di
materiali da due supermercati e vari danneggiamenti d'auto. Alcuni
degli imputati sono accusati per singoli episodi anche minori, come
l'incendio di cassonetti. Tutti rischiano tantissimo.
Il gip Roberto Fucina ha accolto le prove dei
pm e ha allo stesso tempo lasciato intendere che diversi rilievi
sollevati dal collegio difensivo del Genoa legal forum fossero
pertinenti. Di fatto, i magistrati hanno evitato il contesto di
aggressione subita in alcuni di questi episodi dai manifestanti,
separando "la gestione della piazza" di polizia e
carabinieri, dalle azioni e reazioni dei cortei. Divide et giudica.
Spiega Laura Tartarini, avvocata del Genova
Legal Forum: «I pm dovrebbero raccogliere le prove a carico e
discarico degli imputati. Mentre nell'inchiesta operata dai pm i
manifestanti sono i soli responsabili, al di fuori del contesto in
cui erano». Tanto per chiarire, le accuse di devastazione e
saccheggio (tra gli 8 e 15 anni di carcere) sono a carico anche di
chi era presente sul luogo senza avere danneggiato in prima persona.
La famosa compartecipazione psichica.
La delusione degli avvocati non riguarda tanto
il rinvio al processo, quasi scontato, ma la scelta di fondo della
Procura genovese. In questo modo la colpa di tutti gli incidenti del
G8 sarà addossata ai manifestanti (con 26 "condannati
esemplari"). «Chi indaga sulla polizia - spiega Tartarini - lo
fa allo stesso modo su tre episodi specifici, Diaz, Bolzaneto e
l'aggressione del vicequestore Perugini a un manifestante. Oltre
alla questione dei verbali falsi. Nessuno ha mai indagato, e a
questo punto mai indagherà, sulla gestione dell'ordine pubblico in
generale, compresa la carica in via Tolemaide e l'omicidio di Piazza
Alimonda».
Nel dibattimento che inizierà il due marzo il
Glf dovrà provare a dimostrare ancora una volta come le violenze di
quelle giornate del luglio 2001 siano derivate dalla repressione sui
manifestanti. Per questo rinnova ancora una volta l'appello a far
pervenire tutto il materiale documentale che potrebbe essere utile.
C. J. da liberazione.it
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