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PROCESSO A TELEJATO: L’UDIENZA è STATA RINVIATA AL 28-11

PRESENTI PIU’ DI MILLE PERSONE DAVANTI ALLA PRETURA.

  Erano in più di mille presenti stamani davanti alla pretura a sostenere il diritto alla libera informazione e quello alla salute: studenti, professionisti, professori, uomini politici di vario colore, forze dell’ordine: c’erano anche i rappresentanti del Patto per la Salute e del Comitato dei genitori di via Fogazzaro. Stranamente, davanti a un evento così importante per la vita del paese, cioè davanti a quella che per qualsiasi giornalista è “una notizia”, non erano presenti altre emittenti, che ormai sembrano occuparsi solamente di quanto i loro padroni e pagatori dicono di trasmettere, ignorando i problemi veri e scottanti della società civile.

L’udienza si è svolta a porte chiuse per motivi di ordine pubblico e si è conclusa con un rinvio, PER IL GIORNO 28-11 ALLE ORE 9,30 in quanto il giudice, prima di emettere la sua decisione ha deciso di sentire i testi citati dalle parti in causa: nella fattispecie si tratta dei signori Giuseppe Russo e Girolamo Toia, dipendenti della distilleria, e l’on Beppe Lumia, il dott. Enzo Provenzano e l’ing. Enzo Bonomo, testi a difesa di TeleJato.

L’emittente ha presentato al giudice una sua memoria difensiva, nella quale vengono respinte le accuse e la richiesta di inibire le trasmissioni riguardanti la Distilleria.

Il ricorso della Distilleria è basato su numerose denunce penali rivolte all’emittente TeleJato e relative alla presunta campagna diffamatoria operate dalla stessa a mezzo di vari servizi in cui si accuserebbe la Distilleria di inquinare l’aria di Partinico.

Nella memoria di costituzione presentata dai legali dell’emittente partinicese avv. Antonio Di Lorenzo e Adriana Di Giorgio, si è evidenziato, oltre alla assoluta mancanza di presupposti di legge che legittimino il ricorso all’art. 700 del codice civile, anche e soprattutto la circostanza che TeleJato, nei due servizi giornalistici citati nella denuncia, si è limitata all’esercizio del diritto all’informazione, al diritto di cronaca e alla libera manifestazione del pensiero, diritti sanciti dalla Costituzione, anche nel caso che le notizie diffuse si riferiscano a una verità ragionevolmente presunta, o si discostino parzialmente dalle risultanze delle indagini investigative, senza tuttavia mutare la sostanza dei fatti. Viene anche rilevato che la denunciante ha agito senza provvedere, come intimato dalla Provincia con nota del 17 giugno 2003, a installare rilevatori in continuo,  e che quindi non si è ottemperato, da parte della distilleria al  divieto di prosecuzione dei lavori.

In corso di interrogatorio delle parti è stato peraltro precisato un particolare molto importante,e cioè che alla sig.ra Bertolino Antonina è stato sempre chiesto di fornire la sua versione dei fatti, ma la stessa si è sempre rifiutata di partecipare ad un pubblico confronto: al dialogo ha preferito le minacce giudiziarie e le cause legali.

All'uscita i manifestanti pacificamente come gesto simbolico hanno cercato di bloccare l' auto dei carabinieri dove stava la sign.ra Bertolino ma di tutta risposta i carabinieri e polizia hanno caricato i manifestanti che sono riusciti a resistere per un quarto d'ora.Due ragazzi sono stati accompagnati all'ospedale per le legnate ricevute dalle forza del (dis)-ordine: uno ha riportato escoriazioni varie; ;all'altro i medici hanno praticato una fasciatura al piede.Come sempre accade la polizia e i carabinieri si sono dimostrati servi del padrone scagliandosi contro chi da venti anni rivendica il diritto alla salute e all'ambiente:per queste forze dell'ordine non va nessun rispetto e nessuna solidarietà.