|
|
| HOME | ARCHIVIO | VIDEO | MEMORIE | FOTO | RADIO |
PARTINICO:
ANTONINA VA ALL’ATTACCO
NOTIFICATA
A TELEJATO UNA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE DA PARTE DI ANTONINA BERTOLINO
Con
procedura d’urgenza l’udienza preliminare è stata fissata il giorno
18 novembre alle ore 12. Il
ricorso comincia subito con il dissociare gli accertamenti effettuati
dalla Provincia Regionale di Palermo dalle responsabilità di attività
inquinante da parte della distilleria, che è come dire che c’è un
morto, ma non esiste l’assassino, anche se questo è stato notato con la
pistola in mano nei pressi del morto. E’ chiaro che anche questa
affermazione in cui si lascia intendere un accostamento tra la distilleria
e l’assassino e tra la pistola e le ciminiere, è suscettibile di futura
querela. Dopo
di che iniziano una serie di accuse, a partire da una pretesa “chiara
volontà diffamatoria a danno della Distilleria”. Sulla base di questo
assunto arbitrario, poiché per chi fa giornalismo, come noi, non esistono
volontà diffamatorie, ma volontà di fornire un servizio che informi i
cittadini su tutto quello che succede e che può danneggiare o tutelare la
loro salute, segue tutto il resto: Il primo riferimento è fatto al
notiziario di Tele Jato del 17-3, dove, è scritto, “l’individuazione
di un nesso causale tra i fatti d’inquinamento e l’attività
industriale della distilleria è un’elucubrazione diffamante non
supportata da riscontri oggettivi”.: in tal senso sono ritenute
colpevoli le nostre affermazioni sulla vicinanza della centralina della
Provincia e la distilleria, la cui inquadratura suggerirebbe una
connessione arbitraria. Non
è stato querelato invece l’on. Lumia, il quale “ergendosi a paladino
della salubrità dell’aria, è scritto, ritiene l’interesse alla
salute preminente rispetto agli interessi della Bertolino”. Non sono
pervenute, sino ad adesso denunce neanche a tutti coloro che, tramite Tele
Jato o altri mezzi, hanno a chiare lettere affermato la connessione di
causa-effetto tra i dati sull’inquinamento rilevati ufficialmente e tra
la distilleria. In pratica la signora Antonina segue pari pari lo stesso
ragionamento del sindaco, allorchè dice che “se non ci sono gravi danni
non intende intervenire”, che i nessi causali tra inquinamento e
industrie insalubri sono da dimostrare, e che dietro a tutto questo ci
sono speculazioni di “soggetti politici che cercano voti nel bacino
elettorale del partinicese e
in funzione di scelte ideologiche avverse tout court all’iniziativa
privata”: in una parola, tutte speculazioni di sporchi comunisti. La
denuncia cita anche il servizio del 22-9, quello del 27-9, quello del
29-9, dimostrando come la signora Antonina è un’attenta ascoltatrice di
TeleJato e ne registra tutti i passaggi: al giudice sono state consegnate
infatti 11 video-cassette, nelle quali si chiede di “inibire
all’emittente TeleJato di proseguire nell’attività di disinformazione
e di cessare ogni e qualsiasi trasmissione che direttamente o
indirettamente attribuisca alla Distilleria la responsabilità per
l’inquinamento di PaRTINICO. Segue una richiesta di risarcimento danni
“per lesione alla propria immagine e all’onorabilità dei propri
dirigenti, che hanno negative ricadute anche sui rapporti che in altri
comuni la società stessa intrattiene con le pubbliche autorità e con le
comunità interessate alle sue iniziative industriali: come dire che se a
Mazara non vogliono la distilleria, la colpa è di TeleJato. E
con ciò il bavaglio per noi è pronto: resta da vedere se sarà il
giudice a mettercelo.
Intanto
TeleJato si è rivolta all’Ufficio del Garante per la radiodiffusione e
l’editoria E
al Corerat, cioè al Comitato Regionale Radio Televisivo, per tutelare il
suo diritto alla libera informazione
|