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PARTINICO: ANTONINA VA ALL’ATTACCO

NOTIFICATA A TELEJATO UNA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE DA PARTE DI ANTONINA BERTOLINO

          Stamattina si è presentato presso i nostri studi l’ufficiale Giudiziario, nella persona della sig.ra Gina Pace, per notificate una notizia per diffamazione a mezzo stampa al titolare della nostra emittente e al suo direttore responsabile. Uguale denuncia è stata notificata anche a Tele Occidente nella persona del suo redattore Michele Giuliano.

Con procedura d’urgenza l’udienza preliminare è stata fissata il giorno 18 novembre alle ore 12.

Il ricorso comincia subito con il dissociare gli accertamenti effettuati dalla Provincia Regionale di Palermo dalle responsabilità di attività inquinante da parte della distilleria, che è come dire che c’è un morto, ma non esiste l’assassino, anche se questo è stato notato con la pistola in mano nei pressi del morto. E’ chiaro che anche questa affermazione in cui si lascia intendere un accostamento tra la distilleria e l’assassino e tra la pistola e le ciminiere, è suscettibile di futura querela.

Dopo di che iniziano una serie di accuse, a partire da una pretesa “chiara volontà diffamatoria a danno della Distilleria”. Sulla base di questo assunto arbitrario, poiché per chi fa giornalismo, come noi, non esistono volontà diffamatorie, ma volontà di fornire un servizio che informi i cittadini su tutto quello che succede e che può danneggiare o tutelare la loro salute, segue tutto il resto: Il primo riferimento è fatto al notiziario di Tele Jato del 17-3, dove, è scritto, “l’individuazione di un nesso causale tra i fatti d’inquinamento e l’attività industriale della distilleria è un’elucubrazione diffamante non supportata da riscontri oggettivi”.: in tal senso sono ritenute colpevoli le nostre affermazioni sulla vicinanza della centralina della Provincia e la distilleria, la cui inquadratura suggerirebbe una connessione arbitraria.

Non è stato querelato invece l’on. Lumia, il quale “ergendosi a paladino della salubrità dell’aria, è scritto, ritiene l’interesse alla salute preminente rispetto agli interessi della Bertolino”. Non sono pervenute, sino ad adesso denunce neanche a tutti coloro che, tramite Tele Jato o altri mezzi, hanno a chiare lettere affermato la connessione di causa-effetto tra i dati sull’inquinamento rilevati ufficialmente e tra la distilleria. In pratica la signora Antonina segue pari pari lo stesso ragionamento del sindaco, allorchè dice che “se non ci sono gravi danni non intende intervenire”, che i nessi causali tra inquinamento e industrie insalubri sono da dimostrare, e che dietro a tutto questo ci sono speculazioni di “soggetti politici che cercano voti nel bacino elettorale del partinicese  e in funzione di scelte ideologiche avverse tout court all’iniziativa privata”: in una parola, tutte speculazioni di sporchi comunisti.

La denuncia cita anche il servizio del 22-9, quello del 27-9, quello del 29-9, dimostrando come la signora Antonina è un’attenta ascoltatrice di TeleJato e ne registra tutti i passaggi: al giudice sono state consegnate infatti 11 video-cassette, nelle quali si chiede di “inibire all’emittente TeleJato di proseguire nell’attività di disinformazione e di cessare ogni e qualsiasi trasmissione che direttamente o indirettamente attribuisca alla Distilleria la responsabilità per l’inquinamento di PaRTINICO. Segue una richiesta di risarcimento danni “per lesione alla propria immagine e all’onorabilità dei propri dirigenti, che hanno negative ricadute anche sui rapporti che in altri comuni la società stessa intrattiene con le pubbliche autorità e con le comunità interessate alle sue iniziative industriali: come dire che se a Mazara non vogliono la distilleria, la colpa è di TeleJato.

E con ciò il bavaglio per noi è pronto: resta da vedere se sarà il giudice a mettercelo.

 

 

Intanto TeleJato si è rivolta all’Ufficio del Garante per la radiodiffusione e l’editoria

E al Corerat, cioè al Comitato Regionale Radio Televisivo, per tutelare il suo diritto alla libera informazione