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Il servizio di oggi sulla “Questione Bertolino” si muove su due fronti, quello di Mazara del Vallo e quello di Partinico:

a Mazara, come si sa, precisamente in Contrada Inchiapparo, dovrebbe essere localizzato il nuovo sito della Distilleria: la vicenda parte da lontano, cioè dal 2 maggio 2003, quando il sindaco di Campobello di Mazara Giuseppe Stallone, di Alleanza Nazionale, venne arrestato nell’ambito di un’indagine sulla delibera con cui il 5 gennaio dello stesso anno il Consiglio Comunale, convocato in fretta e furia alle prime ore del mattino,  aveva introdotto una variante al piano regolatore per consentire l’insediamento di una distilleria nei pressi del sito archeologico delle Cave di Cusa: i reati contestati al sindaco, al geometra comunale Antonino Accardi e ad altri dieci imprenditori ed esponenti politici erano quelli di concussione, associazione a delinquere, abuso d’ufficio: secondo gli inquirenti sarebbe stato procurato un ingiusto profitto alla Distilleria. Non sappiamo che fine abbia fatto quell’inchiesta, che sembra essersi insabbiata  tra le carte della Procura di Marsala.

In quella occasione era nata una fantomatica società Erasmus che stava provvedendo, con la firma del noto avvocato Lentini, all’acquisto di terreni in zona industriale, in cui avrebbe dovuto esserci, ma la cosa si leggeva appena tra le righe, una distilleria.

Il blocco del progetto provocava un ricorso al TAR, da parte della Distilleria Bertolino, che chiedeva un risarcimento di 350 miliardi, ma il ricorso veniva respinto.

 

Così   il sito del progetto della nuova distilleria veniva spostato in un territorio a confine tra i comuni di Petrosino, Marsala e Mazara: si tratta di un territorio di notevole importanza naturalistica e storica, oltre che di un sito ricco di acqua; con una leggina fatta ad hoc dalla Regione, la Distilleria veniva equiparata ad ente pubblico, così che la competenza della decisione sul progetto diventava regionale: la motivazione era data dal fatto che non si sarebbe più trattato di una distilleria, ma di una fabbrica per la produzione di bioetanolo da destinare ai paesi dell’Est europeo.

Ma la Regione ha fatto un altro grande favore alla distilleria:  nella nuova finanziaria non veniva inserito un  emendamento, a firma dell’on. DS Oddo che prevedeva l’introduzione della valutazione di impatto ambientale per gli impatti industriali destinati alla produzione di biomassa per l’energia e di bioetanolo: in tal senso la biomassa avrebbe dovuto essere considerata un “rifiuto speciale” da sottoporre alla suddetta valutazione d’impatto, cioè a norme ben precise.

In una nota del 2 gennaio l’on. Oddo nota che “c’è un muro di gomma che respinge ogni iniziativa che può mettere la parola fine su questa storia infinita. A sostenere quel muro di gomma, scrive ancora il deputato, ci sono tanti silenzi d’istituzioni e forze politiche, ma anche la solidarietà parolaia di chi fa battaglia a tutto campo e mediatica su questo argomento e poi nella fase cruciale si tira indietro.. Dietro il mutro di gomma ci sono i sostenitori dell’impianto della zona Partinico-Palermo che non intendono scoprirsi, e anche gli oppositori deboli che si contentano delle sole declamazioni in termini di buone intenzioni per non perdere la faccia; nel contempo il rischio d’insediamento della distilleria in territorio trapanese diventa sempre più concreto”. Aggiungiamo che, in questa battaglia gli unici ad essersi mossi senza riserve sono stati il vescovo di Mazara, nella sua omelia di fine anno e il Comitato degli Studenti Imbattibili, il quale da tempo chiede, senza ottenere risposta, un incontro con il Presidente della Regione Cuffaro, nella sua qualità di Capo del Governo Siciliano, di Commissario delegato all’emergenza idrica e di Commissario delegato per i Rifiuti e la convocazione di una conferenza di servizi sul tema della Distilleria. 

 

Ma spostiamoci a Partinico:abbiamo da tempo rilevato che uno dei passaggi che sembra essere stato occultato, ma che invece è centrale, è quello delle analisi ai prelievi fatti in data 1-11-2003, nel quale veniva rilevato “un notevole carico inquinante di natura prevalentemente organica, una colorazione nerastra, odore molesto, elevata concentrazione di potassio e polifenoli: con una nota del 26.12 il comandante dei Carabinieri cap. Cucchini fa presente al Comune che “le risultanze globali dell’attività sviluppata nel senso conducono a ritenere con assoluta certezza che lo scarico delle acque luride sversate nel canale Maltempo sia attribuibile alla distilleria”.

Per contro, in un “atto di interpello” notificato al Comune la Distilleria  fa riferimento ai prelievi del  6-12, in cui ammette che l’azoto nitroso e il COD erano fuori dai parametri,ma ritiene immotivato il provvedimento di chiusura dello scarico per 30 giorni, che afferma di avere appreso da “notizie televisive”, poiché i prelievi successivi alla diffida, e particolarmente quello del 14-12 erano a norma: va precisato che, come abbiamo altre volte notato, tale “norma” si è verificata dopo che i vigili urbani, presentatisi in quella data, hanno aspettato circa tre quarti d’ora che i cancelli della Distilleria si aprissero, onde consentire l’effettuazione del prelievo, ovvero il tempo necessario per realizzare il miracolo della trasformazione delle acque luride in acque limpide , magari da imbottigliare e mettere in commercio. Quindi stavolta è la Distilleria a diffidare il Comune, affermando che il provvedimento di sospensione “confliggerebbe con i principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e costituirebbe una erronea interpetrazione dell’art. 51 del decreto legisl.152. Seguono le consuete minacce di richiesta di “risarcimento dei danni conseguenti all’eventuale irragionevole sospensione dello scarico” addirittura facendo presente “l’eventuale danno all’erario che potrebbe derivare dalla illegittimità del provvedimento”. Dalle ultime notizie apprese pare che, spaventati dalle minacce, il sindaco, l’ing. Gullo e la dott.ssa Conti, riuniti precipitosamente stamattina, stiano valutando di sospendere il provvedimento di sospensione, ma che il dott. Gullo non intende retrocedere dal provvedimento da lui emesso.

In un comunicato stampa di Rifondazione Comunista si nota che”come al solito, appena a Partinico scoppia la vicenda Bertolino alcuni poteri si rimettono in moto come scudo protettivo”.

Per quel che ci riguarda, in questi giorni abbiamo notato che le acque del torrente Puddastri, del Fiume Nocella e della Baia di San Cataldo, sono eccezionalemente pulite e limpide. Aspettiamo che la Distilleria scarichi tutto il materiale che sta accumulando in questi giorni, per informare chi ci segue sugli sviluppi delle prossime puntate.

da telejato notizie del 07/01